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venerdì 31 agosto 2018

Capri Imperial Wine


Capri  Imperial Wine 

Sensory Analysis

L'isola di Capri era conosciuta dal tempo dei Greci come Kapríe in riferimento alla presenza delle capre.Questa dovette essere occupata nel VII secolo a.C. dai Greci della colonia di Cuma che miravano  al controllo dei traffici marittimi nel golfo di Neapolis (Napoli).

L'imperatore Cesare Ottaviano, tornando dall'Oriente, sbarcò a Capri e rimase  particolarmente colpito dall’isola al punto di farne la sua proprietà privata. Fu così che l'isola diventò dimora imperiale con il suo successore Tiberio.

Nella  villa Palazzo a Mare o "Bagni di Tiberio”,  l'Imperatore Tiberio  passava le sue giornate lungo il belvedere della sua villa che affaccia sui golfi di Napoli e di Salerno, lontano dagli intrighi del Senato di Roma.Una sua statua marmorea ritrovata nella villa è  esposta al Louvre.

Capri  continua a aessere per tutto il I secolo d.C. sede di fastose ville romane come Villa Jovis,di grande interesse tra gli studiosi per il suo ruolo svolto durante la permanenza di Tiberio sull'isola di Capri.
Villa Damecuta è  la  seconda dimora di epoca romana che  si trova ad Anacapri, il secondo comune dell'isola. Dalla villa romana si può proseguire l'itinerario per la famosa Grotta Azzurra, usata in età romana come  ninfeo, luogo sacro dedicato alle ninfe. 

Dalla seconda metà dell’ottocento Capri iniziò a prendere l’importanza turistica che oggi riveste, grazie alla presenza di artisti a livello internazionale.  
Il celebre ballerino russo Rudolf Nureyev divenne proprietario dell'isoletta Li Galli, non lontano da Capri, dove passava l'estate lontano dai riflettori.
Il geografo Strabone  cita l'isolotto nelle sue opere a causa della presenza  delle pericolose sirene, considerate una minaccia per la navigazione nela mitologia greca.

In Italia Nureyev esordì per il Teatro alla Scala di Milano creando le coregrafie  de La Bayadère, balletto russo rappresentata per la prima volta al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo
La sua ultima vacanza  sull'isola e permanenza in terra precede l'apparizione pubblica alla La Prima de La Bayadère all'Opéra l'8 ottobre 1992 .
Dopo la sua dipartita,  nasce  The Rudolf Nureyev Foundation, ente benefico che promuove nuovi talenti della danza e  sostiene la ricerca medica sull'HIV.

La passione per il vino dell’imperatore Tiberio era proverbiale e rese celebre  il vino caprese al mondo romano I vigneti dell'isola sorgono sui pendii terrazzati a picco sul mare e ammettono solo prolungate culture manuali.
Le uve destinate alla produzione dei vini a DOC “Capri” devono essere prodotte nell’intero territorio dell’isola di Capri in provincia di Napoli. 

La azienda vinicola Scala Fenicia  nasce all’interno di un’antica cisterna romana per la raccolta dell’acqua, parte del sistema idrico di Villa Jovis.

Il Capri %,D.O.C.,di Scala Fenicia è un vino  bianco di gr.12,00, prodotto interamente sull’isola e ricavato  da Greco (50%), Biancolella (30%) e Falanghina (20%).
 Il metodo di allevamento è quello della tradizione caprese, a pergola. La vendemmia a mano è nella prima metà di ottobre,con affinamento di 4 mesi in serbatoi d'acciaio.

Il Capri bianco è di colore giallo paglierino,al palato sapido ed elegante e con il tipico profumo  di ginestra e note agrumate. L'abbinamento ideale è con la caprese o l'insalata di mare.




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martedì 31 luglio 2018

Wine and Movie Ischia



Biancolella  Ischia 

Sensory Analysis


L'isola di Ischia è da anni un punto di riferimento irrinunciabile per appassionati e professionisti del cinema
L’Ischia Film Festival è realizzato dall'Associazione Culturale Art Movie e Music e la prima edizione del festival si è tenuta nel 2003. Il Castello Aragonese è al  centro di questa manifestazione  che si svolge  nel mese di luglio,  un vero trampolino di lancio dei cineasti italiani.

L'intento degli organizzatori del festival è quello di premiare opere che valorizzano il patrimonio del nostro paese al punto di essere identificato come il festival del cineturismo.
Il turismo è divenuto nel tempo la principale attività dell'Isola di Ischia,  meta preferita di una clientela internazionale da più di un secolo. 
Chi arriva per una vacanza sull’isola non può evitare di salire sulla cima del Monte Epomeo, una vetta di orgine vulcanica la cui ultima eruzione risale al 1302.
Purtroppo un terremoto di magnitudo 4 ha colpito Ischia nel 2017 ma ha fatto meno vittime e danni del terremoto del 28 luglio 1883 di magnitudo 5.8 con ben  2.300 morti.

La parte occidentale dell'Isola di Ischia ospita molte sorgenti idrotermali e il terreno vulcanico  è perfetto per la coltivazione della vite. 
Il vino di Ischia affonda le sue radici nella viticoltura eroica dei coloni greci , con vitigni  allevati a guyot su terrazzamenti con muri a secco di tufo verde noti anche come le parracine.
I vitigni autoctoni ischitani sono biancolella, forastera, uvarilla (bianchi),piedirosso e guarnaccia (rossi).

Molte  aziende vinicole di Ischia aderiscono all'iniziativa  “Andar per Cantine“, un’occasione unica per scoprire le  bellezze naturali del'isola. Tra queste cantine troviamo
la  rinomata  Casa D’ambra con nell'antica Villa Garavini dai tempi del  suo fondatore,Francesco D'Ambra.
Il Biancolella Casa D'Ambra DOC 2017 è un bianco dal colore giallo paglierino e  gr.12,50 %.
 La vendemmia inizia a fine  settembre e l'affinamento dei vini avviene in serbatoi di acciaio.
Il profumo è fruttato e il sapore è mandorlato, ideale per abbinamenti con con i crostacei e frutti di mare.

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sabato 30 giugno 2018

Vulcano Pompei Wine

Lacryma Christi

Pompei wine

Sensory Analysis

Gli scavi archeologici di Pompei hanno restituito i resti della città antica di origini greche, presso la collina di Civita: il terzo sito museale italiano  fa parte della lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO. 
Sotto il dominio romano divenne la colonia di Cornelia Veneria Pompeianorum, con la costruzione di ville residenziali.
La mattina del 24 agosto del 79 d.C Pompei fu interessata dall'eruzione del Vesuvio, che seppellì la città sotto una coltre di ceneri e lapilli, cancellandola interamente.

La Soprintendenza Archeologica di Pompei ha conferito  all’Azienda Mastroberardino, una delle più antiche cantine campane e paladina dei vitigni autoctoni locali, l’incarico di ripristinare la viticoltura della Vitis vinifera nell’area vesuviana.

La Soprintendenza ha dato in concessione a Mastroberardino le aree coltivate a vigneto incluse nell’area urbana dell’antica città di Pompei,secondo un piano concordato e definito:si tratta di una collezione ampelografica di otto varietà tipiche della Campania, indicate nei testi classici e in mostra sugli antichi affreschi pompeiani.

Villa dei Misteri è il vino  che nasce dalle viti coltivate dentro le Domus di Pompei.
Il rilevamento botanico dei calchi delle radici ha confermato la presenza di tale coltura nei quartieri periferici nei pressi dell’Anfiteatro

Nel 2001 si è avuto la prima vinificazione del Villa dei Misteri e fino al 2010 l’uvaggio è costituito da Piedirosso al 90% e Sciascinoso al 10%.
A partire dalla vendemmia 2011 il vino è un blend di tre diverse varietà,  Aglianico 40% circa, Piedirosso 40% e Sciascinoso 20%.

Anche il Lacryma Christi è tra i vini più antichi e rappresentativi della Campagna, come dimostrano l'affresco di Bacco sul Vesuvio conservato nella Casa del Centenario a Pompei
Questo vino  veniva prodotto  da monaci, il cui convento sorgeva sulle pendici del Vesuvio.

Il Lacryma Christi rientra nella Denominazione di Origine Controllata (DOC) Vesuvio:
sembra che il nome  affonda le sue radici in una antica leggenda;
Gesù riconoscendo nel Golfo di Napoli un parte di paradiso sottratto da Lucifero , pianse e dalle lacrime divine sorse la vite del Lacrima Christi.

Il vitigno è Piedirosso 100%, la sua gradazione è 12,50 % e il  sistema di allevamento è a guyot.Il colore è rosso rubino,vino corposo con aroma fruttato e dotato di tannini.
 L'abbinamento semplice è con sughi di carne, arrosti e pizza.

L’asta di vino prodotto  nell'are archeologica di Pompei  ha finanziato il restauro della cella vinaria e altri opere presente nel sito.







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giovedì 31 maggio 2018

Paestum Magna Grecia


Magna Grecia

Paestum IGT Magna Grecia

Sensory Analysis

Il parco nazionale del Cilento è un parco nazionale italiano nella provincia di Salerno,  riconosciuto come Patrimonio dell'umanità dell'Unesco con il sito archeologico di Paestum.La parola Cilento deriva da Cis-Alentum ossia terre al di qua del fiume Alento. 

Nella metà del settecento Paestum è meta d'elezione del Gran Tour, premessa elitaria del turismo culturale. Goethe fu a Paestum nel 1787,durante il primo viaggio in Italia. La cultura italiana incarnò il suo ideale di bellezza grazie al fascino della civiltà antica.

Paestum è un'antica città della Magna Grecia chiamata dai fondatori Poseidonia in onore di Poseidone,localizzata  a nord del Parco nazionale del Cilento.
Il geografo romano Strabone racconta la fondazione della colonia degli achei in fuga da Sibari intrno al 600 a.C.

IL presidio della Magna Grecia ha lasciato ai posteri l'area sacra, come testimoniano i tempietti ben conservati del complesso archeologico più intatto della civiltà greco mediterranea, non distante dal Golfo di Napoli.

Il Tempio di Atena a Paestum ,detto "tempio di Cerere",è un esempio unico dell'architettura magno-greca, con colonne doriche e ioniche. Il Tempio di Nettuno è tra gli edifici dorici meglio conservati in Magna Grecia,anche se la cella che conteneva la divinità è andata persa.
La "Basilica"  è un tempio di ordine dorico dedicato a Hera Argiva, dea della fertilità e della vita, protettrice della famiglia.Vitruvio in De Architectura (I sec a.C) già riferiva dell'esistenza del tempio propiziatorio dedicato alla raccolta e all'agricoltura.
Nella piana fra due santurari si sviluppava  l'agora, centro della vita cittadina con ekklesiasterion, sede  dell assemblee conla classica forma circolare a gradinate. 

Molti dei corredi sepolcrali sono stati rinvenuti nel sacrario sotterraneo heroon, annesso all'area dell'agorà.. La necropoli  è rinomata per la Tomba del Tuffatore,esempio unico di pittura della Magna Grecia,con una raffigurazione simbolica interpretata come la transizione dalla vita al regno dei morti.
I tesori della colonia greca sono conservati nel Museo di Hera Argiva di Foce Sele. La sala più importante è la sala delle metope, lastre colpite con racconti mitici delle fatiche di Eracle e della Guerra di Troia.

Il Cilento è caratterizzata da terreni  di natura argillosa-calcarea  che si prestano alla coltura di vitigni autoctoni, il DOC Cilento e  PaestumIGT .Questi vitigni furono introdotti dagli antichi colonizzatori greci.

Paestum IGT è vino bianco di gr.13,00 , tipico  blend campano di  Fiano, Trebbiano e Greco .Il nome del vino si ispira al parco archeologico di Paestum risalente alla civiltà della Magna Grecia.
Il sistema di allevamento è Guyot laterale,la maturazione è in acciaio con affinamento in vetro.

Paestum IGT è di colore giallo paglierino,con riflessi verdolini. Il profumo è floreale di gelsomino,insieme  a note fruttate di  pera, la susina ed il fico.Il gusto è morbido e fresco,con spiccata sapidità e e minerale.L'abbinamento semplice è con frutti di mare e pizza.





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