Sensory

domenica 27 novembre 2016

Philip Mazzei

Wine Mazzei



Philip Cabernet Sauvignon 

Sensory Analysis

Il nobile Filippo Mazzei, noto in America  anche come Philip Mazzei, è originario di Poggio a Caiano in provincia di Pisa: il cosmopolita liberale e patriota americano nasce da una famiglia di viticoltori e viene considerato un pioniere della viticoltura italiana.

Da cittadino del mondo Mazzei fu testimone privileggiato della Rivoluzione Francese e partecipò in prima persona  alla guerra d'indipendenza americana a stretto contatto con l'amico Thomas Jefferson.

Thomas Jefferson traspone nella Dichiarazione d'indipendenza degli Stati Uniti d'America un  frase di Mazzei che farà storia: «Tutti gli uomini sono per natura liberi ed indipendenti».

La sua avventura iniziò a Londra nel 1754,  dove riuscì arricchirsi con il commercio del vino nei circoli dell'alta borghesia: le sue idee libertarie ( e antipapali ) riscuotano la simpatia  di  Benjamin Franklin, la mente della Rivoluzione Americana e suo contatto a Washington.

Nel 1773 Mazzei si trasferì in Virginia attratto dalla prospettiva di fare il viticoltore nel nuovo mondo: Jefferson divenne socio in affari cedendo una piccola parte della sua tenuta di Monticello al patriota americano Mazzei;  Colle  è la prima vigna italiana nella colonia della Virginia (in ricordo di  Colle di Val d'Elsa).

La famiglia Mazzei è sinonimo di Toscana da ben 24 generazioni e in memoria dell'antenato patriota nasce il Cabernet Sauvignon  "Philip"  di Castello di Fonterutoli,  vitigno raffinato destinato all'invecchiamento e incrocio spontaneo tra Cabernet Franc (vitigno a bacca rossa) e Sauvignon Blanc (vitigno a bacca bianca).

Il Cabernet Sauvignon sollecita i sensi,  grazie ai suoi tannini che donano al vino struttura e vero trionfo dei profumi del bosco, soprattutto mirtilli, more e ribes.

Filippo Mazzei lasciò la Virginia e rientrò definitivamente a Pisa per  dedicarsi ai propri studi di orticoltura: negli ultimi anni della sua intensa vita fondò un circolo di liberi pensatori apertamente ostili a Napoleone Bonaparte.







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sabato 26 novembre 2016

Robert Mondavi 50th Anniversary

Robert Mondavi Wine


Opus One

Sensory Analysis


La Napa Valley celebra 50 anni di attività della famosa azienda vinicola Robert Mondavi, fondata dal pioniere del vino californiano di qualità e con tutti gli onori entrato a far parte della "Hall of Fame".

La famiglia di Robert Mondavi è emigrata da Sassoferrato (Regione delle Marche ) a Lodi  nello Stato della California dove  Cesare Mondavi acquisisce la Charles Krug Winery.

Robert Mondavi fonda la Woodbridge Winery a  Oakville nel 1966 ma a causa della crisi del 2007 la sua azienda viene venduta al colosso mondiale Constellation Brands.

L'Ambasciatore del Vino  fa un lascito un importante prima della sua dipartita: l'Institute Robert Mondavi presso il dipartimento Davis dell’Università della California.

Intramontabile rimane il celebre  Opus One, un vino creato nel 1979 in joint venture con la Baronessa Philippine de Rothschild: lei è proprietaria del famoso Chateau Mouton-Rotschild, (ex Château Mouton Brane a Pauillac)
Il vino è per composizione bordolese con un bland di vitigni internazionali allevati sul suolo vulcanico: Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Petit Verdot, Merlot e Malbec; la maturazione è di 17 mesi in barrique di rovere francese.

Opus One presenta un colore intenso e un mix di aromi: cassis, noce moscata, lamponie sottobosco.

Questo è il rating stilato da Vinous di Antonio Galloni:

1979 Opus One          93
1980 Opus One          95
1981 Opus One          91
1982 Opus One          90
1983 Opus One          92
1984 Opus One          80
1985 Opus One          88
1986 Opus One          91
1987 Opus One          94
1988 Opus One          92
1989 Opus One          89
1990 Opus One          90
1991 Opus One          92
1992 Opus One          90
1993 Opus One          90
1994 Opus One          91
1995 Opus One          93
1996 Opus One          90
1997 Opus One          95
1998 Opus One          93
1999 Opus One          92
2000 Opus One          91
2001 Opus One          92
2002 Opus One          95
2003 Opus One          90
2004 Opus One          93+
2005 Opus One          93+
2006 Opus One          89
2007 Opus One          96
2008 Opus One          94
2009 Opus One          94+
2010 Opus One          97
2011 Opus One          (89-92)
2012 Opus One          (92-94)

                 






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martedì 15 novembre 2016

Jefferson in Paris

Wine Monticello




Jefferson in Paris

Sensory Analysis


Il regista James Ivory ha diretto il film Jefferson in Paris con l'attore Nick Nolte (Lorenzo'soil) nei panni di Thomas Jefferson all'epoca del suo soggiorno a Parigi: all'approssimarsi della Rivoluzione Francese viene nominato ambasciatore degli Stati Uniti in Francia e porta con sé la figlia maggiore Patsy (Gwyneth Paltrow di Ironman) e lo schiavo mulatto James Hemings (Seth Gilliam di Elementary).
Jefferson è bene accetto dalla corte di Luigi XVI dove si invaghisce di un affascinante dama italiana sposata a un nobile inglese (Greta Scacchi )  e le chiede di seguirlo in America: la schiavitù nella società americana rende difficile la continuazione del loro rapporto; Jefferson fece una legge contro il commercio di schiavi  quando era governatore della Virginia.
Il futuro presidente è richiamato in America per ricoprire l'incarico di Segretario di Stato: ritornerà alla sua amata Monticello (Hemings fu affrancato) tra le braccia della sua schiava Sally Hamming (Thandie Newton di Mission Impossible II).
Thomas Jefferson è il 3º Presidente degli Stati Uniti d'America, padre della Dichiarazione di Indipendenza e il precursore del pensiero egualitario che ha ispirato il movimento dei diritti civili degli afroamericani: la sua esperienza parigina a contatto con gli illuministi fu importante per il futuro della democrazia americana.
Abramo Lincoln fece sua la politica dell'abolizionismo di Jefferson al momento della fondazione del partito repubblicano (GOP).
Il futuro presidente americano ebbe l'occasione di scrivere una guida dei vini per amici di Washinhton o meglio un diario del suo viaggio nel sud della Francia e nel nord d'Italia nel periodo in cui ricopriva l'incarico di ambasciatore yankee in Francia.
La New York Public Library ha ritrovato negli archivi storici una lista di vini che risale ai primi anni della sua presidenza: si parla di più di un centinaio di bottiglie a base Sangiovese da Montepulciano ordinate da un wine merchant a Firenze;  dal conteggio degli ordini risulta una spesa importante di migliaia di dollari.
Il sangiovese o "Sangue di Giove" è uno dei vitigni autoctoni più antichi d'Italia e si narra che il nome derivi da "Sanguis Jovis", nome attribuito da un monaco cappuccino del convento costruito sul Monte Giove: è un vitigno di fama internazionale e in California  viene coltivato in Napa valley e Sonoma County.
Il Vino Nobile di Montepulciano è un vino rosso DOCG che viene prodotto nel territorio del Comune di Montepulciano (Siena) da una selezione del vitigno Sangiovese (Prugnolo Gentile) e richiede un periodo di maturazione di almeno due anni: Adamo Fanetti è in assoluto il primo produttore di  Nobile di Montepulciano della storia; il vino è di colore rubino con un profumo intenso e floreale dal  sapore asciutto. 
Il sangiovese coltivato in Toscana comprende tra l'altro anche il Brunello di Montalcino e il Morellino nella zona di Scansano.
Il magnate Donald Trump si è appena insediato alla Casa Bianca e ha in comune con il presidente Thomas Jefferson la passione per il vino: prima di decidere di candidarsi alla presidenza e correre per il Partito Repubblicano, SuperTrump ha lanciato sul mercato il "Trump Wine" della “Trump Winery”, una delle più importanti aziende vitivinicole americane con base a Charlottesville in Virginia.
Jefferson era propenso a favorire la libera iniziativa in agricoltura in quanto lui stesso era viticoltore nella tenuta di Monticello in Virginia: la gestione del Trump Winery è nelle mani di Patricia Kluge, la ex  proprietaria che aveva ipotecato la tenuta a causa della recessione; anche Thomas Jefferson lasciò  la proprietà di Monticello piena di debiti e tutta la sua collezione di vino fu messa all' asta.
Thomas Jefferson  spronava gli americani a comprare la terra in nome della libertà e sembra proprio che Donald Trump lo abbia preso a modello e con lui tanti altri americani.



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venerdì 4 novembre 2016

Tutto può succedere

Diane Keaton

Tutto può succedere 

Something's Gotta Give

Something's Gotta Give è un commedia sentimentale del 2003 diretto da Nancy Meyers, con Jack Nicholson e Diane Keaton, un inno alla terza età e alla gioia di vivere.
Harry Sanborn (Jack Nicholson) è un donnaiolo impenitente newyorchese over 60 che fa coppia con la giovanissima  Marin conosciuta ad una asta: lei è innamoratissima e propone al suo attempato partner un week end romantico nella casa al mare (Hamptons) di sua madre; la madre commediografa (Diane Keaton) ha un rapporto con un uomo più giovane (Keanu Reeves), un dottore  conosciuto al pronto soccorso.
L'antipatia di Erica per Harry movimenterà il soggiorno romantico delle coppie: alla fine del soggiorno Marin decide di rompere con il partner stagionato mentre  scoppia un autentica passione tra Erica ed Harry, ma non sono sempre rose e fiori.Tornato a New York  Harry si allontana da Erica e dopo un attacco cardiaco ritorna sui suoi passi e cerca di riconquistare Erica  a Parigi (e naturalmente trionferà il vino).
Jack Nicholson e Diane Keaton avevano già lavorato insieme e la storia raccontata nel film ha molte affinità con la vita reale dei loro protagonisti (la passione per il vino):l’attrice aveva detto in una intervista a Vanity Fair America che la sua idea di perfetta gioia era un bicchiere di vino rosso con ghiaccio.
 Diana Keaton incarna un sogno americano di donna legante e anticonformista,  attaccata alla propria libertà e al suo amore senza tempo Woody Allen: The Keaton è il suo vino  Syrah low cost , un idea imprenditoriale nato dal ricordo di un estate torrida a New York, passata sul  balcone a sorseggiare un calice di vino rosso (con ghiaccio); l'attrice ha insistito per il tappo a vite( tappo semplice) destinato a consumatori di vino non modaioli.
 Infatti New York é il laboratorio del  nuove tendenze e le enoteche vendono vino  prodotto da vignaioli di tradizione con il loro vitigno autoctono. Secondo l’indagine presentata  a Vinitaly dall’Istituto Marchigiano di Tutela Vini (IMT), l’autoctono oggi é protagonista indiscusso del  mercato  enologico italiano .
 La statistica conferma che il 30% delle aziende vitivinicole in Italia è rappresentata da donne: la presenza in rosa contribuisce  a promuovere il vino e a valorizzare il Made In Italy;  la presenza “rosa” offre un contributo significativo alla crescita del settore vitivinicolo.
 La regione Sicilia ha saputo  interpretare bene il vitigno Syrah, ottenendo vini varietali (Nero d'Avola) molto richiesti dal mercato internazionale: Arianna Occhipinti  è partita da Vittoria per studiare enologia a Milano e quando è tornata in Magna Grecia ha scritto una nuova pagina del vino  Frappato (finita sul New York Times).
Il  syrah ha origine medio orientali  (dalla città persiana di Schiraz) ed è molto legato alla città  di Siracusa: è un vino di colore rosso rubino e dal profumo intenso e fruttato.
Lo Syrah  è proprio in Francia che raggiunge la sua massima espressione con l'Hermitage e Côte-Rôtie ( Rodano meridionale):la differenza tra la varietà a bacche piccole ( Petite Syrah) e quella a bacche grandi (Grosse Syrah) è legata alle concentrazione di fenolo (aroma più o meno intenso).
 The Keaton è un vino varietale di Syrah e Zifandel ( l'unione di uve diverse con lo scopo di creare un vino unico) e sembra molto diffuso in California : l'espressione migliore di ogni singola uva nel rispetto delle singole caratteristiche biologiche ed enologiche.
Il Petite Syrah è un vino da invecchiamento e Diane Keaton è giovane come il suo "The Keaton".

Disponibile in Amazon




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